“Nessun fiocco di neve cade nel posto sbagliato” (Proverbio zen)

Orme nella neve

Ieri mattina la mia consueta passeggiata per andare a lezione è stata colorata da fiocchi bianchi di cotone che venivano giù dal cielo senza alcun rumore.

A chi vive in luoghi di montagna, la nostra sarà sembrata una nevicata tenera e timida, ma per noi baresi, abituati a temperature ben al di sopra dello 0, è stata certamente una rarità, accolta con un iniziale stupore che si è ben presto trasformato in fastidio  e insofferenza.

Per me, personalmente, è stato un evento meraviglioso, nonostante le lezioni annullate, l’eccezionale freddo e le strade deserte o, forse, proprio per questo.

Certo…perché abituati a programmare la nostra vita e le nostre giornate, a stabilire routine e incastri perfetti, a organizzare il nostro tempo, persino quello definito “libero” e dedicato al piacere, siamo in qualche modo paralizzati di fronte a qualcosa che altera inaspettatamente i nostri piani, mettendoci in relazione con il “semplicemente” qui e l’assolutamente ora.

Destino

Tra i detti popolari ne esiste uno che dice: “l’uomo propone e Dio dispone”…possiamo sostituire Dio con il caso, il destino o semplicemente le condizioni meteorologiche; non importa chi scegliamo di incolpare per aver scombinato la nostra agenda. Quello che è certo è che la neve continuerà a cadere, che lo vogliamo o no, e potremo decidere se lamentarci pensando a tutto ciò che abbiamo “perso”, o magari aprirci alla possibilità di gioire delle diverse opportunità che la situazione ci offre, come un regalo.

La Neve a Bari ha interrotto per qualche giorno l’automatismo delle nostre vite, stimolando in noi una maggiore attenzione verso ciò che ci accade, a partire dal semplice atto di camminare.

Ci avete fatto caso?

Piedi di bimbo

Io, per paura degli scivoloni, mi sono riscoperta più concentrata sull’appoggio dei miei piedi (dove?, come?) ma anche più consapevole rispetto al paesaggio, così nuovo e particolare.

Ho sperimentato in prima persona ciò che ci insegna il proverbio zen che dice:

“Quando cammini, cammina. Quando mangi, mangia”.

Mentre camminavo, semplicemente camminavo, mi immergevo coscientemente e completamente nell’atto stesso del camminare. L’ho trovata una forma di meditazione profondamente radicata nella realtà e nel presente.

Riuscivo ad osservare i fiocchi che cadevano piano, a sentirne la fragranza quando mi si scioglievano sulla lingua, a coglierne la bellezza candida e silenziosa, tanto geometrica quanto poetica.

Mi godevo le strade libere dal traffico, deserte e quasi immobili, il freddo pungente, i bambini imbacuccati che improvvisavano pupazzi fatti, in fin dei conti, di acqua.

Ed è proprio come l’acqua che possiamo scegliere di essere: pur rimanendo sempre la stessa, cambia aspetto continuamente, adattando la sua forma alle condizioni esterne.

Snowflake

La neve mi ha insegnato che la consapevolezza ci rende capaci di sperimentarci in modo sempre nuovo, perché a cambiare sono i nostri occhi, pronti a cogliere la bellezza nelle cose semplici come un piccolo, silenzioso, fiocco di neve.

Ps: anche perché questa mattina, qui in terra barese, splendeva di nuovo un piacevole sole invernale!

Autrice: Giorgia Milano